

i Mirtissimi Arianna
in acciaio, argento, fimo e corallo di Alghero
Il corallium rubrum è una specie endemica del nostro Mar Mediterraneo, cresce lentamente e in condizioni di particolare luce e salubrità del mare. Per il suo aspetto, deriva forse il suo nome da una parola greca che significa “scheletro”. In Sardegna, nella Riviera del corallo, fra il promontorio di Capo Caccia e Punta Giglio, si trovano fra le più belle qualità al Mondo per colore e durezza. I cerchi Arianna sono impreziositi da un filo d’argento con corallo, bacca di mirto in fimo realizzata a mano e cubo d’argento satinato.

Fra i pezzi che mi hanno resa più orgogliosa delle mie creazioni vi è certamente la collezione Dea Madre. Le sue forme, la sua versatilità mi fanno pensare che sono gioielli che andrebbero bene con un tailleur ma anche su di un abito tradizionale sardo e, persino, sulla veste di una sacerdotessa nuragica. Sì. trovo che il design di Dea Madre narri di una storia antica, di danze attorno al falò, di imprese eroiche. In foto, la versione grogo in giallo e arrùbiu in rosso. Esistono anche le varianti in verde, rosa e blu.


Piccoli dischi d’argento ondulati come la superficie dell’acqua con pendenti in corallo e micro bacche di ginepro, i Mirtissimi Giorgia possiedono una regalità identitaria che unisce l’eleganza sarda allo stile. Incantevoli.

I componenti degli orecchini Afrodite sono l’argento 925, il fimo modellato ad imitazione del lentisco e 7 frange di corallo algherese. L’idea di base è quella di realizzare per il pendente una struttura che valorizzi le forme “fiammeggianti” dei coralli, creando uno schema simmetrico con i due ovali in argento reticolato e fimo rosso. Per questo gioiello sono stati disegnati e realizzati anche il bracciale e la collana in parure.
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